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Italia e questioni etiche : più tolleranza e meno tabù - [IFE Italia]
IFE Italia

Italia e questioni etiche : più tolleranza e meno tabù

di Daniele Marini (Università di Padova)
martedì 29 luglio 2014

Sintesi dell’indagine di LaST (Community Media Research in collaborazione con Intesa Sanpaolo, per La Stampa) sull’orientamento delle e degli italiani a proposito di aborto, eutanasia, convivenza, fecondazione artificiale, omosessualità.

Fonte: http://www.lastampa.it/2014/07/28/s...

Siamo soprattutto tolleranti, ma con una tendenza al relativismo culturale. Non condividiamo alcuni comportamenti, ma giustifichiamo il fatto che altri li possano praticare. Accondiscendenti, ma con una venatura di indifferenza. Attraversiamo un’epoca in cui le certezze tradizionali hanno lasciato uno spazio crescente alla sperimentazione individuale. Analogamente all’esperienza di Internet, navighiamo avendo sì una bussola in testa (valori), ma scandagliamo i territori (comportamenti) vagando qua e là, talvolta senza una meta precisa, alla ricerca di informazioni ed esperienze.

In altri termini, i valori hanno visto attenuare progressivamente la capacità di indirizzare i modi di agire delle persone secondo impostazioni definite. Lo sfarinamento delle ideologie e degli universi simbolici condivisi ha dilatato lo spazio delle libertà individuali: oggi molti comportamenti, sebbene non condivisibili a livello soggettivo, sono ritenuti comunque ammissibili per gli altri. Così, l’ambivalenza è il tratto caratteristico della nostra cultura e genera due possibili declinazioni: da un lato, può spingere i soggetti a compiere scelte più responsabili e consapevoli; dall’altro, può rendere le persone più indifferenti poiché tutte le scelte diventano giustificabili e accettabili. Come si può intuire, le trasformazioni culturali rappresentano un tema tanto centrale, quanto complesso difficilmente riducibile a un breve sondaggio.

Ciò non di meno, l’indagine LaST (Community Media Research in collaborazione con Intesa Sanpaolo, per La Stampa) ha esaminato gli orientamenti della popolazione su un insieme di comportamenti, in alcuni casi border line, che rinviano a dimensioni etiche e morali. Gli esiti complessivi forniscono elementi per una rilettura dei temi della famiglia, della coppia, della natalità e della morte per certi versi inattesi. Molti fra i comportamenti proposti hanno un grado di ammissibilità elevato. La convivenza fra due persone, senza che essa venga istituzionalizzata (sia religiosamente, che civilmente), è ormai largamente accettata (90,2%) e racconta della distanza esistente fra il dibattito pubblico sulla famiglia e l’esperienza delle persone. Il ricorrere alla fecondazione artificiale (84,8%) per avere un figlio e la possibilità di richiedere l’eutanasia (75,9%), così come il tema della omosessualità (75,2%) trovano accoglienza in una parte largamente maggioritaria della popolazione. La stessa pratica dell’aborto (61%), seppure in misura inferiore è ritenuta ammissibile. Ciò non significa che tali comportamenti siano attuati o condivisi totalmente, quanto piuttosto segnalano il grado di accettabilità sociale.

Nel contempo, vi sono alcune pratiche che ancora non ottengono una piena cittadinanza. Sottoporsi a lifting (44,3%), fare uso di droghe leggere (44,1%) e ancor meno prostituirsi (27,4%) non rappresentano condotte legittimate, sebbene vada sottolineato come la loro accettabilità comunque interessi una quota decisamente non marginale fra la popolazione. Per avere una misura di sintesi di questi orientamenti sono stati creati dei profili che aiutano a individuare i lineamenti culturali della popolazione italiana.

Il gruppo prevalente è costituito dai tolleranti (49,2%) ovvero quanti considerano in prevalenza abbastanza ammissibili i diversi comportamenti proposti. Segue, a distanza, quello dei libertari (28,8%) che ritengono totalmente legittimati quasi tutti i modi di agire proposti. Ben più a distanza incontriamo i severi (12,4%) e gli intransigenti (9,6%), rispettivamente quanti valutano abbastanza inammissibili e del tutto inammissibili le azioni proposte.

I diversi profili evidenziano alcune differenziazioni all’interno del campione ben marcate. Orientamenti tolleranti e libertari sono più diffusi presso le generazioni più giovani, fra i maschi, chi possiede un titolo di studio elevato ed è residente nel Centro-Nord Italia. In particolare, fra quanti non praticano assiduamente i riti religiosi ed esprimono un’attenzione e una militanza politica. Viceversa, orientamenti culturali segnati da intransigenza e maggiore severità sono evidenziati dalla componente femminile, dalla popolazione più adulta, chi possiede un basso livello d’istruzione e abita nel Mezzogiorno. Di più, fra chi frequenta assiduamente i riti religiosi e si dichiara distante dalla politica.

Dunque, la dimensione della morale religiosa e, seppure in misura inferiore, quella dell’appartenenza politica continuano ancora oggi a rappresentare momenti di socializzazione e di elaborazione di criteri utili a navigare in un ambiente sociale fluido e incerto.


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