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Le traitement de l’affaire DSK entretient la confusion des esprits - [IFE Italia]
IFE Italia

Le traitement de l’affaire DSK entretient la confusion des esprits

di Osez le feminisme
giovedì 19 maggio 2011

dalla rete femminista francese, nata nel giugno del 2009, un opportuno punto di vista sull’arresto di Strauss-Kahn per violenza sessuale contro una donna

dal sito di osez le feminisme : http://www.osezlefeminisme.fr/

traduzione di ife italia

Assistiamo da qualche giorno ad una effervescenza mediatica senza precedenti sull’accusa rivolta a Dominique Strauss-Kahn di aggressione sessuale e tentativo di stupro . « Osez le feminisme » è preoccuato dalle modalità con cui questo caso viene trattato e dalle tante parole che vengono pronunciate in pubblico sulla questione delle violenze contro le donne. Dominique Strauss-Kahn va considerato innocente fino a prova contraria, ricordare questo principio ed attendere le decisioni della giustizia americana, dovrebbe bastare. Evidentemente no.

  • • Si parla molto poco della vittima. Le informazioni che la riguardano sono molto frammentate. Condannare senza prove è grave perchè si rimette in causa il fondamentale principio della presunzione di innocenza. Ma, al contempo, insinuare il sospetto sulla veridicità della denuncia è altrettanto grave e pericoloso. E’ grave perchè si offende la donna che ha subito violenza. Pericoloso perchè è un chiaro segnale inviato alle altre vittime di violenza che potrebbe avere conseguenze nocive.
  • • La diffusione di barzellette sessiste che siamo costrette ad ascoltare, trattano le violenze contro le donne come trofei per improbabili albi maschili e dimostrano ancora una volta con quanta sottovalutazione , nell’immaginario collettivo, vengano considerate le violenze contro le donne. Assistiamo ad un insopportabile confusione fra libertà sessuale e violenza. Le violenze denunciate, se veritiere, non esprimono nè un semplice « fatto di costume » , nè un’espressione di libido invadente. Essi costituiscono un crimine.
  • • Infine, alcune reazioni pubbliche sono espressione di una profonda misconoscenza dello stupro come fenomeno sociale. Dare dei giudizi sul corpo delle donne o parlare del « profilo del violentatore » contribuisce a consolidare pregiudizi radicati nella nostra società. Ricordiamo che gli stupri riguardano tutte le categorie sociali. Non sono prerogativa di alcuni « profili di maschio » e non riguardano soltanto donne attraenti o affascinanti. Le donne che sono vittime di stupri o di tentati stupri hanno un solo punto in comune : essere donne e in quanto tali essere cosnsiderate come « bersaglio ». Osez le feminisme ricorda che in Francia sono 75.000 ogni anno le vittime di violenze.Solo il 10% sporgono denuncia . Moltissime si condannano al silenzio a causa di una cappa di piombo : quella della colpevolezza e del tabù che pesano su di esse. Molte di loro si convincono addirittura che in fondo, come viene largamente insinuato, se la sono cercata. Tutto ciò può e deve cambiare !

Nous assistons depuis quelques jours à une effervescence médiatique sans précédent autour de l’inculpation pour agression sexuelle et tentative de viol de Dominique Strauss-Kahn. Dans ce contexte, Osez le féminisme s’inquiète du traitement de cette affaire et de plusieurs prises de parole publiques qui entretiennent de nombreuses idées reçues autour des violences faites aux femmes. Dominique Strauss-Kahn est présumé innocent : rappeler ce fait et attendre les conclusions de la justice américaine devrait suffire. Manifestement, non.

  • - Il est très peu fait état de la présumée victime dans les différents sujets. Certes, les informations la concernant sont très parcellaires. Condamner sans savoir est grave : cela remet en cause le principe fondamental de la présomption d’innocence. Mais jeter le soupçon sur les propos de la plaignante est également grave et dangereux. Grave car c’est ajouter à la souffrance de cette femme. Dangereux car c’est un signal clair aux victimes présentes et futures qu’il est risqué porter plainte.
  • - Le déferlement de blagues sexistes auquel on assiste, parfois sous forme de palmarès, montre à quel point les violences faites aux femmes sont encore minorées dans l’imaginaire collectif. On assiste à une confusion grave entre liberté sexuelle et violences sexuelles. Les faits dénoncés, s’ils étaient avérés, ne relèveraient ni d’une "affaire de mœurs" ni d’un problème de libido envahissante. Ils constitueraient un crime.
  • - Enfin, certaines réactions publiques relayées dans les médias révèlent une méconnaissance totale du viol comme phénomène de société. Évoquer le jugement porté par certains sur le physique de la jeune femme ou parler de « profil du violeur », contribue à entretenir de nombreuses idées reçues encore tenaces dans notre société. Rappelons que le viol concerne toutes les catégories sociales. Il n’est pas réservé à un certain profil d’hommes et ne concerne pas seulement des femmes au physique très attrayant. Les femmes qui sont victimes de viols et tentatives de viols ont un seul point commun : être femmes et, en tant que telles, être considérées comme des objets.

Osez le féminisme rappelle que chaque année en France, 75 000 femmes sont victimes de viol. Seules 10% d’entre elles portent plainte. Nombreuses sont celles qui sont astreintes au silence par une chape de plomb, celle du tabou et de la culpabilité qu’on fait peser sur elles. Nombreuses sont celles qui font les frais d’idées reçues largement propagées, dont la plus commune est qu’elles l’auraient bien cherché. Cela peut changer. Cela doit changer !


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