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Francia , il giorno dopo. "L'austerità non è una fatalità" - [IFE Italia]
IFE Italia

Francia , il giorno dopo. "L’austerità non è una fatalità"

dal quotidiano "Il Manifesto"
lunedì 7 maggio 2012

http://www.ilmanifesto.it/attualita...

in allegato: il discorso di Hollande su youtube

"Questo è l’inizio di un movimento in tutta Europa - ha aggiunto - è ora di finirla con l’austerità", è rotta dall’emozione la voce del neo presidente francese, François Hollande quando, dopo mezzanotte, arriva finalmente a piazza della Bastiglia, piena di gente sin dalle sette di sera, quando i siti stranieri hanno iniziato a dare per certa la vittoria del candidato Socialista contro il leader dell’Ump Nicolas Sarkozy al secondo turno (i siti francesi, invece, hanno rispettato la legge che impedisce di dare risultati fino alle 20, pensa una multa da 60 mila euro).

Il discorso del neo presidente

"Grazie popolo di Francia", ha detto il nuovo presidente francese mentre una folla in delirio lo applaudiva. "Sono orgoglioso e preoccupato insieme per le sfide che mi attendono", ha detto, mostrando di sapere benissimo che il compito non sarà facile e che il secondo presidente Socialista della Quinta Repubblica - come spesso capita al centrosinistra in tutto il mondo - è chiamato a mettere a posto i pezzi creati dal centrodestra. La presa di posizione di Hollande è stata netta rispetto al problema che è stato al centro del dibattito in Francia, come ovunque: la crisi economica. "L’austerità non può essere una fatalità in Europa", ha detto, incassando un vero boato dalla piazza. Il leader dei Socialisti dovrà barcamenarsi in un difficile equilibrio tra le promesse fatte e già parzialmente ritrattate in campagna elettorale (come quella di ritirare la firma dal Fiscal Compact, cioè il nuovo accordo sul bilancio europeo) e la consapevolezza che la sua vittoria, e il calore che si avverte intorno alla sua figura in tutta Europa, sono legati proprio alla speranza che la sua presidenza possa rompere l’accordo ferreo tra Francia e Germania, così ben rappresentato dal neologismo "Merkozy", che unisce il nome della presidente francese Merkel e dell’ex presidente francese Sarkozy. Ma non sarà così facile, visto che Merkozy è stato un "logo" che ha tenuto insieme tutti i poteri forti europei, a partire dalla Bce, ma non solo - basti pensare al ruolo dell’Fmi - e ha sponsor anche non strettamente legati al centrodestra, come il premier "tecnico" italiano Mario Monti. Il nuovo presidente francese comunque ha infiammato piazza della Bastiglia dicendo che ora è arrivato "il momento della crescita" oltre che del "cambiamento", slogan della campagna elettorale vincente.

Chi ha votato per Hollande

Una vittoria sul filo del rasoio: secondo gli ultimi risultati disponibili Hollande è diventato presidente con il 51,97% dei voti, mentre Sarkozy ha incassato il 48,33%. Cioè quasi diciotto milioni di voti contro quasi diciassette. E’ solo un milione di persone che ha deciso il destino francese, e forse dell’Europa. Ma la vittoria di misura non ha rovinato la festa a piazza della Bastiglia, perché per i Socialisti francesi questa è una data storica: da 31 anni aspettavano un presidente progressista, da quel "mitico" 31 maggio 1981 quando un altro François (Mitterand) accese i sogni della sinistra europea. Unica vera soddisfazione per i Socialisti è aver sfondato nel cuore di Parigi, eccome: Hollande si attesta al 55,60% nella capitale, quando Sarkozy nella vittoria del 2007 non era andato oltre il 50,19%.

Comunque i dati mostrano un voto molto schierato: a votare a favore di Hollande sono stati soprattutto i giovani (soprattutto tra i 25 e i 34 anni), la fascia d’età che si è schierata con maggiore decisione al fianco di Sarkozy sono gli ultrasessantenni (59%). Mentre Hollande ha fatto incetta di voti soprattutto tra le "professioni intermedie" (61%), una definizione che in italiano non esiste, e che sta a indicare come dice il nome le "professioni intermedie" dentro cui rientrano professioni come insegnante e infermiere, i tecnici e quelli che in italia chiameremmo "operai di settimo livello". Comunque il neo presidente ha preso voti anche dagli operai (58%) e impiegati (57%). Chi proprio non gli ha dato fiducia, votando in massa per Sarkozy, sono i capi d’impresa, gli artigiani e i commercianti che hanno scelto l’ex presidente al 70%.

Il discorso di Sarkozy

Lo sconfitto, Nicolas Sarkozy, ha tenuto un discorso molto patriottico e molto applaudito davanti ai suoi sostenitori in lacrime, invitandoli a non fischiare "il nuovo presidente del nostro paese, la Francia". Applausi e sostegno quando ha ammesso: "Se abbiamo perso, porta tutta la responsabilità sulle mie spalle". A quanto pare Sarkozy avrebbe detto al propro éntourage di avere intenzione di ritirarsi dalla politica.

Tout le monde telefona a Hollande

Il nuovo presidente francese ha ricevuto telefonate di congratulazioni da tutti i principali leader mondiali. Barack Obama ha voluto congratularsi con quello che sembra essere (molto in piccolo) un omologo della speranza rappresentata da Obama per gli americani. Con una nota ufficiale la Casa Bianca ha detto di aver seguito con attenzione il voto francese e di sperare che l’elezione di Hollande abbia "ricadute positive anche sull’economia americana". il presidente degli Stati uniti ha inoltre detto al telefono a Hollande di "non vede l’ora di lavorare fianco a fianco per una serie di obiettivi comuni sul fronte dell’economia e della sicurezza". Anche Angela Merkel ha chiamato il suo nuovo riferimento in francia invitandolo a Berlino e esprimendo la volontà di "lavorare a una forte relazione franco-tedesca al servizio dell’Europa". "Personalmente, e a nome della Commissione europea, mi congratulo vivamente con Francois Hollande per questa vittoria importante... Le sfide sono molte, per la Francia come per l’Unione europea. Sono convinto che insieme possiamo affrontarle", ha detto il presidente dell’Unione europea François Manuel Barroso. Anche l’Italia si è fatta sentire con le congratulazioni del presidente Napolitano e quelle del premier Mario Monti, il quale ha avuto colloqui telefonici anche con Merkel e il primo ministro della Gran Bretagna David Cameron (bastonato alle elezioni amministrative): "Il rigore va rispetatto - ha detto Monti - ma ora servono misure per la crescita".


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