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VOCI DI ATTIVISTE/I PER LA DEMOCRAZIA E I DIRITTI UMANI / KABUL 8-24 SETTEMBRE 2012 - [IFE Italia]
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VOCI DI ATTIVISTE/I PER LA DEMOCRAZIA E I DIRITTI UMANI / KABUL 8-24 SETTEMBRE 2012

di Graziella Mascheroni
martedì 13 novembre 2012

Pubblicato con il consenso dell’autrice ( nostra cara amica).

Uno spaccato della difficilissima situazione afghana. Per non dimenticare.

foto di Renzo Vicquéry , dal sito www.capre.it

KABUL 8-24 SETTEMBRE 2012

UBAID – HAWCA

Abbiamo ricevuto una lettera anonima, firmata dal clero religioso di Kabul, che minacciava le ong che si occupano di shelter. La lettera diceva che la ong ha gli uffici nella zona dove proprio Hawca risiede. Il contenuto della lettera affermava che gli shelter sono postriboli e luoghi dove si cerca di convertire ad altra religione mentre per loro la cultura afghana non deve essere distrutta. A fronte della lettera, per cercare di abbassare il rischio personale, abbiamo evitato ad alcuni la frequenza facendoli lavorare da casa. In precedenza abbiamo ricevuto altre minacce ma questa era molto precisa. Pensiamo provenga da fondamentalisti e in particolare dal gruppo di Gulbuddin Hekmatyar, Hezb-i-Islami. Non vogliono ong come Hawca che ha sempre denunciato gli warlords. Abbiamo organizzato manifestazioni per far sì che gli shelters rimanessero alle ong e non sotto il controllo del governo. Ce l’abbiamo fatta ad ottenere ciò, Selay Ghaffar denuncia sempre, durante gli incontri, gli warlords che sono contro le donne. Il problema nostro sono gli uffici di Hawca poiché sono aperti al pubblico. Ora il rischio sembra essere passato.

Anche a seguito della lettera di minacce lo shelter è sicuro poiché è sconosciuto, addirittura i vicino non sono a conoscenza della sua esistenza, pensano sia una casa privata o una clinica. Fino ad oggi abbiamo solo lo shelter di Kabul ma proprio in questi giorni abbiamo ricevuto una mail da donatori per aprirne uno a Konarh, provincia nell’est e uno a Nimrut, provincia nell’ovest al confine con l’Iran. In futuro ne prevediamo uno anche ai confini con Bamiyan. Nello shelter di Kabul ci sono una quindicina di donne e nell’arco di un anno ne possono passare 150 circa che sono ospitate dai 10 giorni a periodi più lunghi anche di 3 anni. Le donne provengono da tutte le province poiché a Kabul la sicurezza è maggiore e possono usufruire di un sistema legale. In alcune province esiste solo una corte che risiede nella città principale spesso di difficile accesso alle donne e di conseguenza non si può intervenire sugli abusi che sono aumentati in questi ultimi 3 anni. La causa di questo aumento è dovuta a diversi motivi: - impunità per chi commette abuso, - signori della guerra sempre più potenti perché appoggiati e finanziati dall’occidente. Gli stupri su donne, ragazze/i sono fatti da loro stessi o da famigliari e nonostante la corte dica di perseguirli tutto finisce in nulla di fatto. I figli maschi delle donne ospitate nello shelter possono restare fino ai 7 anni poi vengono mandati negli orfanatrofi gestiti dal governo dove stanno il tempo in cui la mamma sta allo shelter. Non vengono indirizzati da Afceco poiché ha un programma più a lunga scadenza. Indirizziamo comunque bambini provenienti da varie province indipendentemente dal programma shelter. Le figlie invece possono restare fino a qualsiasi età, frequentano scuole esterne mentre le madri seguono attività di lavoro e istruzione all’interno.

Abbiamo chiuso il legal centre alla fine del 2011 per mancanza di fondi e lo abbiamo inserito all’interno dello shelter dove vengono seguite donne interne ed esterne. In un anno sono state assistite 250 donne dal punto di vista legale, psicologico e medico. Le donne assistite vengono inviate dal tribunale, dal ministero degli affari femminili e da altre organizzazioni, i nostri avvocati difensori sono ben conosciuti.

Gli warlords sono sempre più potenti. Gli ultimi fatti sono un esempio. Per la commemorazione di Massoud, che quest’anno ha superato quella degli anni scorsi, nel quartiere di Pol-e-Sokhti è bastata la presenza di un poveraccio davanti all’auto di suoi seguaci per scatenare degli scontri durissimi dove sono morte 2 persone e 15 ferite. Naturalmente gli uomini di Massoud non sono stati perseguiti. Anche i casi di violenza sulle donne sono aumentati, molti di essi non vengono neanche denunciati proprio a causa del loro strapotere. Tutti posseggono un canale TV e sono proprietari delle compagnie aeree: Safi, Ariana ecc. Inoltre hanno Università di studi religiosi proprie finanziate sia dagli USA che dall’Arabia Saudita (Salafiti) Tengono buoni rapporti fra di loro, spesso imposti dagli USA, anche se si fanno una propaganda personale.

Il più forte warlord è Gulbuddin Hekmatyar, fin dagli anni 80 ha ricevuto più soldi dalla CIA, dal Pakistan e relativi servizi, ha ministri e governatori di provincia dalla sua parte, si dice addirittura 5 o 6, è stato visto nel palazzo presidenziale di Karzai, ha la sua base in Pakistan ma viene spesso a Kabul. Karzai e USA hanno rimosso il ministro degli interni per mettere al suo posto un seguace di Gulbuddin. Spesso quando si parla di rivolte contro i Talebani non sono altro che fomentate da uomini armati da lui, è stato anche mediatore tra USA e Iran.

Quando si dice chi è l’uomo forte per il futuro inizialmente si pensava ad Afsharghani, uomo che ha lavorato per il fondo monetario internazionale e che ha vissuto negli USA ma ora si dice essere Faruk Wardaq, Ministro dell’Istruzione. Ha portato un grande cambiamento all’istruzione poiché è il modo per cambiare il paese. Ha reso gli studi più religiosi, ha rivisto i libri di storia eliminando completamente il periodo della guerra civile 92-96. Ha portato nel paese esperti religiosi dall’Egitto, Fratelli Musulmani, per rimodernare il sistema.

HAFEEZULLAH RASIKH – HAMBASTAGI

Dopo il congresso abbiamo aperto il partito ai giovani e anche alle donne. Fino al 2009 si poteva organizzare un partito con solo 700 persone ma dopo tale data occorrono 10.000 persone provenienti da almeno 26 province. Il numero dei partiti era di 108 con 700 iscritti, ora sono stati eliminati 60 partiti e ne rimangono 44. Tra quelli rimasti ci sono:

-  Partiti legati a warlords con connivenza con Iran e Pakistan
-  Partiti ex comunisti Khalq e Parcham
-  3 o 4 non controllati fra cui Hambastagi
-  Alcuni sostenuti da ambasciate straniere al fine di avere un controllo sul paese

I partiti sostenuti dalle ambasciate straniere non hanno restrizioni come invece vengono imposte ai partiti democratici che si battono per i diritti umani, i diritti delle donne, la laicità e denunciano anche i misfatti di altri paesi, ad esempio la politica Iraniana, gli arresti di attivisti incarcerati. La nostra attività principale è la denuncia della presenza al governo dei vari warlords e della loro politica. Quest’anno la manifestazione del 27-28 aprile, giorno in cui si sono insediati al governo gli warlords, è stata di grande impatto e Hambastagi è stato disegnato dal governo come traditore del paese. Ci è stato chiesto di chiedere scusa ma non l’abbiamo fatto perché crediamo nella democrazia e nei diritti umani e delle donne.

Nonostante la grande pressione del governo afghano e degli USA non siamo stati radiati grazie al:
-  Sostegno del popolo attraverso lettere e persone che si sono presentate spontaneamente
-  Pressione dall’estero: Italia, Svezia, Canada, USA, Spagna Secondo la legge afgana se un partito subisce minacce e è in pericolo, la difesa delle persone dovrebbe essere di competenza del governo. Dopo la nostra richiesta non ci è stata concessa nessuna guardia del corpo se non un vecchio mitra a differenza dei membri del parlamento che posseggono migliaia di armi, guardie del corpo e auto blindate. Tutte le voci che parlano contro il governo non vengono difese, vedi Rawa e Malalai Joya. E’ diventato molto evidente e forte il supporto che abbiamo dalla gente e ciò ci protegge dagli arresti. Abbiamo persone importanti all’interno es. ing Basir.

L’altra pressione che ci viene fatta è la rendicontazione finanziaria che però non viene richiesta ai partiti sostenuti da ambasciate e paesi stranieri che versano loro cifre importanti. Noi abbiamo le quote dei 30.000 iscritti più qualche donazione da amici e sostenitori. Ci è stato chiesto di formare uffici distaccati in altre 20 province ma avendo problemi finanziari e di sicurezza non lo possiamo fare anche se i nostri comitati sono presenti in tutto il paese. Una volta al mese i comitati si incontrano a Kabul, poi le varie persone tornano nella loro zona col compito di portare il pensiero del partito nel posto di lavoro, scuola ecc. A Jalalabad c’è stato un incontro molto grande dove 500 persone si sono dette pronte ad entrare nel partito. Il 27 e 28 aprile scorso grande distribuzione di volantini da parte dei giovani durante le manifestazioni. Di nuovo il governo ci ostacola non dandoci spazio sui media. Non veniamo mai invitati in TV, non citano le nostre attività sui giornali anzi le camuffano dicendo che sono state fatte da alcune persone. Lo scorso luglio è stata convocata una commissione in vista delle prossime elezioni. Avrebbero dovuto far parte solo i partiti riconosciuti, invece si sono infiltrate persone diverse fra cui Abdullah Abdullah al quale, pur non rappresentando alcun partito, hanno dato la parola. Noi abbiamo protestato perché non ci hanno mai dato la parola così come l’altro partito Azadagan. Volevamo organizzare una cerimonia per l’indipendenza ma hanno permesso la cerimonia ai membri di Hezb-i-Islami. Tutte queste pressioni non ci permettono le attività politiche e come potete immaginare questa è la situazione che viviamo quotidianamente. La persona che sostituirà Karzai sarà una persona sostenuta dagli USA. Si parla di Fahim, il vice di Karzai. Vogliono seguire il modello Putin, dopo 2 mandati il terzo sarà occupato da altra persona per poi ricandidarsi nuovamente. Fahim stesso ha affermato in un discorso pubblico che la formula putiniana è la formula perfetta mentre l’attuale formula di elezione non è più rappresentativa. Si deduce quindi che stanno preparando il terreno. Basta cambiare l’articolo della costituzione e questo diventa molto semplice visto che in parlamento sono tutti d’accordo. Non ci presenteremo alle elezioni presidenziali ma stiamo pensando alle parlamentari del 2015. Con la nuova legge sui 249 seggi 80 sono per gli esponenti di partito. Stiamo lavorando nelle province dove siamo più forti per avere consensi e trovare i rappresentanti. Il fatto di entrare in parlamento è molto importante per far sentire la nostra voce visto che la politica del governo e degli USA non cambierà. OSAMAN – HAMBASTAGI

Il partito ha 30.000 iscritti di cui 8/9.000 sono donne che cercano di avere un parità anche se devono affrontare parecchie difficoltà. Il presidente è Daud Razmak, la vice presidente Hungama Sadeed. All’interno del partito ci sono diverse sezioni: organizzativa, amministrativa, culturale e femminile (io sono all’interno di quest’ultima). La situazione delle donne a Kabul e nelle altre città importanti è molto diversa da quelle che vivono nelle province. Nelle città le donne, pur dovendo affrontare problemi di sicurezza e di rapimenti da parte anche di uomini che siedono in parlamento, sono a conoscenza dei diritti sociali, nei villaggi invece non sono a conoscenza neanche dei minimi diritti e pensano che il diritto religioso è quello giusto e ciò che la famiglia decide è cosa giusta.

Abbiamo diversi esempi di violenza sulle donne, uno molto recente è quello di una donna di Kunar, fuggita da casa, portata al comando di polizia e stuprata da 15 uomini. Le donne spesso subiscono, sotto forma di violenza, la frustrazione dei loro partner quando sono senza lavoro. I signori della guerra che sono sempre stati al potere da 30 anni in questi ultimi tempi sono diventati sempre più forti e di conseguenza, purtroppo, le donne corrono più rischi quando escono per andare a scuola o al lavoro. L’Afghanistan ha sempre fatto gola agli USA per la sua collocazione geostrategica. Il primo motivo che ha ingolosito gli USA è stata l’occupazione da parte dell’URSS. Non hanno mai pensato di appoggiare i partiti democratici anzi hanno favorito il massacro degli attivisti nel periodo 1992-96 e hanno sfruttato il pericolo dei Talebani per entrare definitivamente. Inoltre gli USA, attraverso l’Arabia Saudita, hanno sempre finanziato i partiti fondamentalisti che si sono costruiti una forza tale che vediamo attualmente, sono diventati membri del parlamento e mandano i figli a studiare all’estero per preparare loro il terreno. Non vogliono un governo democratico. L’aiuto finanziario è molto evidente ed è arrivato solo ai soliti che hanno portato al fallimento della banca nazionale che ha colpito solo la popolazione. Alcuni esempi: a Mazar-e-Sharif Dostum ha inaugurato una strada a 7 iraniani poiché riceve denaro dall’Iran, ha acquistato l’80% delle nuove costruzioni mentre a Jalalabad ha tutti gli appalti. A Kabul c’è una nuova zona di espansione dove i terreni sono stati acquistati da Sayaf per poco o niente e li rivende a 100 volte di più, es. € 6/mq rivenduti a € 1.000/mq. La triste conclusione è che la situazione non potrà cambiare fino a quando gli USA appoggeranno questi jihadisti che prima vestivano con abiti tradizionali e barba e ora vestono all’occidentale, solo quando l’appoggio verrà tolto il popolo afghano chiederà loro conto.

ING. BASIR

Finalmente il terreno per “il villaggio del popolo” nel Dar-e-Noor pensato per 1.500 famiglie di martiri o comunque poverissime è stato ottenuto anche se con tanti problemi. Abbiamo dovuto affrontare sia il governo sia i comandanti locali e warlords e personalmente ho messo tanto impegno. Stiamo costruendo due scuole per 3.000 bambine e 4.500 bambini. Nella stessa zona abbiamo portato l’acqua dalle sorgenti attraverso tubature lunghe 4/5.000 metri x circa 25.000 famiglie. Stiamo lavorando per introdurre i pannelli solari e per la costruzione di una scuola primaria che a causa del terreno molto accidentato ci sta costando molti sforzi. Con la gente del luogo, in modo totalmente volontario, abbiamo sbancato e raddrizzato il terreno con l’utilizzo di alcune bombe rimaste dall’invasione sovietica, e il risultato sarà di una scuola con 6 classi per circa 1.500 tra bambine e bambini. Sempre in Dar-e-Noor e Shiva ho formato una shura (consiglio) di 32 persone, riconosciuta dal Ministero della Giustizia, di cui sono il Presidente che si occupa di cultura, sport e politica. Abbiamo rappresentanti sia nel consiglio provinciale sia distrettuale e possiamo partecipare alle elezioni parlamentari e presidenziali.

La mia attività è divisa tra Kabul e Jalalabad, A Kabul svolgo attività politica con Hambastagi e mi dedico alle attività sportive per ragazzi anche all’interno di Afceco. Ho disegnato una palestra per varie attività sportive: pallavolo, tennis da tavolo, calcetto. Sarà funzionante tra circa un mese e resterà aperta fino a mezzanotte. Quando ero nel campo di Kewa ho promosso tanti sport e creato la prima squadra femminile di calcio. A Jalalabad seguo la squadra di cricket, 8 ragazzi fanno parte della squadra nazionale afghana. Durante il New Roz organizzo tornei di tutte le specialità. Ritengo che la cura dello sport allontani i giovani dalla droga che si sta diffondendo sempre di più, i reduci dall’Iran hanno contribuito ad introdurne l’uso e i militari fanno largo uso di hashish. Purtroppo il governo non si cura minimamente dell’organizzazione dello sport per i ragazzi.

Ora vi spiego come vedo il futuro dopo il 2014: gli USA hanno raggiunto il loro obiettivo che era quello di mettere delle basi e sappiamo che addirittura in una base sono presenti testate nucleari. La pianificazione risale ad alcuni decenni fa e l’occasione è stata l’invasione dell’URSS durante la quale hanno appoggiato vari warlords. Ho conosciuto personalmente Massud all’università. Ciò che è successo in Afghanistan fa parte del gioco diabolico degli USA. Quando il popolo si ribella c’è un movimento che lo soffoca poiché una democrazia non può essere dominata e occupata. Voglio citarvi un altro esempio che è quello dell’Iran: quando la rivoluzione è iniziata per mezzo di gruppi interni di sinistra la Francia col benestare degli USA ha mandato Khomeini. Gli USA hanno interessi geostrategici ed energetici in Afghanistan, nel sud sono stati trovati giacimenti di uranio e questo spiega perché ad Helmand ci sono 8.000 inglesi e 6/7.000 americani super armati quando servirebbero poche centinaia di uomini. Lo scopo è quello di controllare i giacimenti di uranio. Per questo gli attacchi dei Talebani in quei luoghi sono finanziati e voluti proprio per creare lo scopo di entrare e difendere. Gli Usa pagano i Talebani contro gli Inglesi che però non hanno la forza economica di contrastarli. Inoltre useranno e finanzieranno gli warlords fino a quando farà loro comodo e poi potrebbero annullarli e mettere al loro posto di nuovo i Talebani. Per contrastare tutto ciò dobbiamo lavorare dal basso educando e formando le nuove generazioni che non sono a conoscenza della situazione. Se la rivolta del popolo avviene perché affamato e non cosciente non servirà a niente perché allontanato un dittatore ne potrebbe arrivare un altro. Lo abbiamo visto con le rivolte del Nord Africa. Infine per ottenere un cambiamento nel paese dobbiamo agire sulle donne che rappresentano il 51/52% della popolazione.

MALALAI JOYA

La situazione attuale è molto grave. Lo dico con grande dolore ma la situazione non cambierà perché si sta riproponendo lo stesso gioco delle parti che si è visto in precedenza, i parlamentari vogliono mantenere il loro posto e Karzai ha fatto solo un piccolo rimpasto. Inoltre sempre Karzai ha detto alla stampa che non avrebbe fatto accordi ma non sarà così. L’occupazione non terminerà mai, gli USA stanno cercando di rinforzare gli warlords, di introdurre i Talebani e la terribile figura di Gulbuddin Hekmatiar. Avremo un forte regime fantoccio. Se non abbiamo l’indipendenza non abbiamo niente.

BILQUIS ROCHAN

Studio legge all’Università e sono al 3° anno. Volevo fare scienze politiche ma mi è stato consigliata la facoltà di legge perché più consona ad una donna. Sarò così una brava giudice per le donne. Sto tornando dal Parlamento dove abbiamo discusso del film su Maometto che ha scatenato il mondo musulmano. Proprio ieri Karzai ha riammesso l’ex ministro dell’interno che aveva allontanato coi voti del parlamento e lo ha promosso a ministro della difesa. Altro esempio: 4 ministri si sono spartiti una ingente somma di dollari ricevuti da associazioni umanitarie. Come possiamo avere fiducia in questa gente?

A Farah la situazione è peggiorata: povertà, sicurezza e violenza contro le donne. La strada Herat-Farah è diventata molto pericolosa, quando mi sposto lo faccio in grande segreto, coperta col burqa e non avviso né il Parlamento né il mio arrivo a Farah. L’autista non è a conoscenza di chi sta trasportando. Io parlo di Farah ma la situazione è molto simile in tutto il paese. A Herat è lo stesso. C’è stato un doppio tradimento verso il popolo afghano e verso i paesi stranieri che hanno inviato i giovani a combattere. Gli stranieri sono venuti per togliere l’oscurantismo ma ciò non è avvenuto. Il problema della corruzione è terribile a tutti i livelli: presidente, ministri, presidenti di provincia e distretti. La gente si allontana sempre di più dal parlamento poiché anche se protesta non avviene mai nulla. Sempre a Farah si sono succeduti 8 governatori e 13 comandanti militari (prefetti). Said Agha Sagheb, appartenente prima al Khalk è stato destituito e promosso più volte in città diverse e come tanti altri dopo un tempo di sospensione tornerà ancora. Tutti questi personaggi stanno all’interno del sistema e quando occupi un posto hai la sicurezza di non uscirne più. Anche i famigliari sono coinvolti ed ereditano, es.: a Rabbani è successo il figlio. Lo straniero doveva toglierci dalla situazione medioevale invece appoggia in toto questi famigerati personaggi. La gente non ha più speranza e alcuni giovani si uniscono agli insorgenti per combattere in armi la situazione. Un uomo appartenente al partito Jamiat-al-islami è stato mandato a Farah dal Nooristan perché aveva rubato 5 milioni di afghani dalle paghe dei militari. Basta cambiare provincia e magari ottenere una promozione per essere impuniti. Alcuni dati di violenza sulle donne nella mia provincia: nei primi 8 mesi del 2012 ci sono stati 70 casi di stupro, 17 donne uccise, alcune fuggite, 2 accusate di zina (rapporti fuori dal matrimonio). Nessuno dei violentatori è stato arrestato.

Posso citarvi qualche storia di donne che hanno subito violenza:
- Shuqufa: 17 anni, rapita, violentata da 2 uomini e uccisa. I violentatori sono stati catturati e finiti in prigione ma ne usciranno.
- Soraya: studentessa, si dice che si sia suicidata invece è stata violentata e bruciata
- Jamila: 20 anni, seconda moglie veniva continuamente picchiata. Scappa con la figlia più grande della prima moglie, viene presa e riportata dal marito che la uccide mentre non si sa più nulla della figlia.
- Fatima: 16 anni innamorata di un ragazzo si butta da una torre col ragazzo perché era stata promessa in sposa a un altro.
- Guldaste: 50 anni, tossicodipendente è stata uccisa con una coltellata al cuore.
- Tufah: 12 anni, data in sposa a un tossicodipendente, uccide il marito e ora in carcere.

Le donne non hanno la possibilità di scegliere la propria vita, la dote va al padre a differenza dell’Iran dove la dote resta alla sposa. Si dice che le donne sono libere di andare a scuola, di uscire, di lavorare. L’esempio dovrebbe venire dall’alto. Si è mai vista la moglie di Karzai e di altri ministri lavorare? Questo significa che il ruolo della donna è a casa.

Sono stata eletta a Farah col voto delle donne ma anche di uomini che non sono contrari ad essere rappresentati da una donna. Ma col governo attuale che considera la donna al 2° livello, alla gente, soprattutto nelle regioni più conservative e arretrate, arriva il concetto che la donna è inferiore. Non ho potuto fare tutto ciò che ho promesso, ho sempre portato davanti a tutti (Karzai e ministri) le richieste e proteste della mia gente. La mia voce non viene zittita perché voglio comunicare ciò che mi viene riferito e richiesto. I due problemi principali sono la sicurezza e le infrastrutture. Farah non ha elettricità ci si avvale dei generatori, la poca che abbiamo è molto costosa, si parla di 70 afghani/kilowatt mentre Herat e Nimroz prendono energia dall’Iran a basso costo. Ci era stata promessa una centrale ma la costruzione viene sempre rimandata. Gli stranieri presenti non dimostrando un aiuto concreto vengono rifiutati poiché nonostante gli afghani siano sempre gli stessi le loro attese sono state disattese e di conseguenza non possono più accettare la situazione. La sicurezza è allucinante e negli ultimi mesi ci sono stati molti attentati. Coloro che si dovrebbero occupare provengono da zone diverse e non essendo a conoscenza del luogo non riescono e risolvere la situazione e sono malvisti dalla gente. Le persone che conoscono la zona vengono allontanate e così la situazione non si risolve mai. Tutto ciò mostra come il governo predilige alcune provincie e ne abbandona altre. Le 34 provincie sono suddivise in 3 categorie di cui faccio qualche esempio:

- Cat. 1 Kabul, Jalalabad, Herat, Mazar, Kunduz, Kandahar
- Cat. 2 Farah, Helmand
- Cat. 3 Daikundi che non ha strade ed è molto abbandonata

Le provincie sono considerate per quanto più potere hanno in parlamento coloro che le difendono e a seconda di quanti warlords vengono dalla provincia stessa. Il problema in parlamento è la presenza in numero e forza dei worlords, fanno ostruzionismo a tutto. Se dici la verità ti marchiano, sei contro la repubblica, l’islam e coloro che hanno lottato. Gli stranieri non hanno mandato via nessuno di coloro che hanno rubato e rubano in continuazione sotto i loro caftani, perché in Iran, Libia, Egitto hanno allontanato i leaders e in Afghanistan neanche uno? A questo punto andatevene (stranieri) così gli warlords verranno allo scoperto. L’impressione è come se l’Afghanistan fosse un paese schizofrenico, lo dimostrano i vari accordi presi. Quello tra Karzai e Obama per il mantenimento delle basi fino al 2024, quello coi Talebani nonostante abbiano ucciso molti civili, non ci si chiede all’interno del parlamento che ha votato a favore cosa gli USA vogliono in cambio? La gente non crede più nel governo poiché non ascolta la voce del popolo. Il governo è come se facesse del commercio coi vari paesi. L’Italia ha firmato un accordo per l’addestramento delle forze militari a Herat, cosa vuole l’Italia in cambio? L’addestramento militare verrà da 8 paesi diversi, come farà l’esercito nazionale a raccordarsi? Questo è un esempio di come si tratta in parlamento, probabilmente il tutto dipende da quanti soldi entrano. Un giorno, in seguito ad un accordo preso con Italia e Inghilterra, ho chiesto che cosa questi due paesi volessero dall’Afghanistan e un parlamentare mi ha risposto: “ma che cosa è l’Afghanistan?” La mia risposta è stata: “Un territorio con terra e acqua” Devo dire che il lavoro svolto finora dal parlamento è stato fallimentare. Ho sempre visto questi problemi e li vedrò ancora per molto tempo. Il mio rapporto con le altre parlamentari è buono ma solo con alcune con le quali riesco a parlare individualmente mentre quando siedono in parlamento hanno paura. Altre invece sono peggio degli uomini. Addirittura sono stata accusata di andare contro i mujaheddin dalla terribile Golale Akbari che proviene dalla regione del Badakshan.

MARIAN e BEENA - RAWA

L’Afghanistan sta vivendo al momento due situazioni che segneranno il futuro del paese:

- gli USA hanno già installato 5 grandi basi a Kabul, Herat, Kandahar, Kunar e Jalalabad, di conseguenza non usciranno dal paese completamente ma resteranno almeno 20.000 truppe oltre ad un migliaio per training facilities (servizi di formazione). Fin quando rimarranno la situazione non cambierà. La politica americana rimarrà la stessa poiché non è mai cambiata da 30 anni. Vogliono la parcellizzazione del paese per creare inimicizie interne ed esterne, ad esempio Afghanistan contro Pakistan e viceversa.
- La riconciliazione coi Talebani sempre attraverso gli USA e stati arabi dopo averli selezionati tra “buoni” e “cattivi”.

Il nostro paese soffrirà dalle future guerre dei paesi circostanti. Se ci sarà una guerra in Iran, Cina o Pakistan l’Afghanistan sarà sempre coinvolto. In Asia ci sono ovunque fondamentalismi e ci saranno sempre poiché i giovani che sono stati educati negli USA si insedieranno e prenderanno il posto dei loro padri. Saranno i nuovi professionisti anche se diversi da quelli che erano al potere negli anni 90. Il governo permette le rivolte degli insorgenti che avvengono a Ghazni, Loghar, Kunduz e le mostra anche in televisione ma ci è stato riferito da un conoscente che a Loghar le proteste erano fomentate dagli uomini di Gulbuddin Hekmatiar. Gli afghani che prestano servizio nelle basi americane non possono lasciare assolutamente le basi stesse per non far trapelare notizie.

La situazione economica è sempre peggiore, negli ultimi 10 anni i poveri sono sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi. Solo i giovani che lavorano nelle ong, i business men e i commercianti possono permettersi gli affitti delle case che stanno sorgendo tutto intorno a Kabul. Nel nuovo quartiere di Sharakaria le case sono molto belle e l’affitto di un appartamento è di 800 $ possibile solo a chi guadagna 2.000 $ al mese. Le persone che hanno uno stipendio governativo guadagnano da 5 a 15 mila afghani/mese che significa da 100 a 300 $/mese e quindi l’affitto diventa un grosso problema quando una stanza ne costa 20 $/mese. L’80% della popolazione delle zone povere delle città e delle aree rurali vive in povertà e noi lavoriamo per loro. Hanno distrutto non solo le case ma la vita sociale del paese. Ho avuto una esperienza negativa nell’ambito scolastico. Ho tentato di portare la mia figlioletta Emi in un nido ma ho realizzato che era retto da fondamentalisti, le bambine di 2/3 anni col foulard, la divisione tra maschi e femmine, le insegnanti che sottraevano il cibo ai bimbi e davano loro del sonnifero. Analoga esperienza in una scuola elementare dove ho realizzato che i bambini usavano un linguaggio poco corretto e venivano rimarcate le differenze etniche. Che futuro possiamo prospettare alle nuove generazioni?

Noi attiviste di Rawa siamo rientrate in Afghanistan dal Pakistan e stiamo incontrando parecchie difficoltà soprattutto per quanto riguarda la sicurezza e il lato economico. Continuiamo coi corsi di alfabetizzazione che comprendono la parte politica riferita ai diritti umani e soprattutto ai diritti delle donne, pubblichiamo la rivista Payam-e-Zan e stiamo cercando di organizzare un archivio elettronico delle rivista. La vita in Pakistan per noi era più facile per diversi motivi:
- potevamo vivere tutte insieme e nessuno chiedeva nulla mentre in Afghanistan ci chiedono da dove veniamo, cosa facciamo e notizie sulla famiglia
- la comunicazione era facile poiché la lingua era diversa, in Afghanistan dobbiamo stare molto attente, non dare il numero di telefono o particolari sulle nostre abitazioni
- per i viaggi siamo costrette a ripassare dal Pakistan poiché là possiamo mostrare liberamente i nostri passaporti e addirittura la nostra appartenenza mentre in Afghanistan è impossibile. Apparentemente il nostro lavoro si è un po’ arenato per diversi motivi: alcune attiviste risiedono all’estero, alcune lavorano e altre non parlano inglese. Pur facendo lavoro umanitario soprattutto nelle provincie siamo “very political” con lunga esperienza. Per quanto riguarda la nostra relazione con le ong, quali Afceco, Hambastagi e Opawc noi rispettiamo il loro grande lavoro ma non essendo organizzazioni politiche il loro ruolo è diverso soprattutto verso l’esterno. Infatti le ong, se minacciate, possono ricorrere e far valere la loro ragione mentre noi potremmo essere annientate e nessuno potrebbe far niente essendo noi illegali. Per il momento li aiutiamo ma restiamo in questo tipo di relazione, abbiamo partecipato alle manifestazioni organizzate da Hambastagi.

LATIFA - OPAWC

La mia spina nel fianco è la gestione del “Hamoon Health Centre” nella provincia di Farah. Il Ministero della Sanità mi ha chiamato ancora oggi (15 settembre) e vedrò cosa mi chiede. Nello scorso colloquio mi hanno detto che un ospedale deve rispettare certi standard ed avere al suo interno un laboratorio per analisi. Ho detto loro che cercheremo di attuare un piccolo laboratorio non appena arriveranno i fondi necessari. Non possiamo assolutamente chiudere questa struttura poiché abbiamo dai 30 ai 50 pazienti al giorno. Inoltre stiamo cercando di posizionare pannelli solari per produrre l’energia necessaria poiché a Farah l’energia viene erogata solo 1 o 2 ore al giorno e il generatore si rompe spesso. Altra necessità importante è un medico donna poiché la maggior parte dei pazienti sono donne con problemi ginecologici. I corsi di alfabetizzazione che si tengono nel quartiere Kalei Jamel nella zona ovest di Kabul ospitano donne che provengono dai campi profughi di Iran e Pakistan e provenienti dai campi profughi interni. Le ragazze e le donne hanno difficoltà a raggiungere i corsi poiché i parenti non vogliono che le donne ricevano istruzione, sono disposti ad accettare corsi di artigianato (taglio e cucito). Noi diciamo loro che devono parlare in famiglia e fare opera di convinzione altrimenti ci penseremo noi. Le donne raggiungono i corsi spesso per passaparola e assistiamo a casi drammatici, un esempio è una ragazza con madre vedova e due fratelli drogati. Abbiamo l’esigenza di creare anche uno spazio per i bambini poiché spesso le donne si devono portare appresso i figli. Nonostante tutte queste difficoltà il Ministero dell’Istruzione ha approvato i corsi di alfabetizzazione e vuole realizzare dei filmati da mostrare come modello di insegnamento.

CAPRE

Vi chiederete cosa possono dire queste capre ma ora ve lo svelerò. Il progetto capre ha visto la sua realizzazione per il secondo anno e una serie di vedove ha ricevuto una capra che la aiuterà a condurre una vita migliore.

La prima consegna di 10 capre è avvenuta nel villaggio di Said Khel nella provincia di Parwan a nord di Kabul. All’ingresso del paese portale a lutto sia per l’anniversario della morte di Massud sia per Said Khel, signore che governava il paese, seguace di Massud che muore l’anno scorso a Kunduz. Naturalmente la reggenza è passata al fratello. I due sono terribili poiché si sono appropriati delle case e delle proprietà di tanta gente, hanno preso e violentato parecchie ragazze e sono diventati molto ricchi. Le donne vedove che ci attendevano scelgono la loro capra e sfortunatamente non possiamo restare a lungo poiché daremmo molto nell’occhio e potremmo incorrere in spiacevoli incontri.

La seconda consegna avviene invece in Kabul nel cortile di una casa dove sono riunite 14 donne provenienti dall’area di Chaar-Di e dai villaggi di Se-Banghi e Lashkabardi. Sono zone che hanno visto negli anni 90 guerra tra Hazara e Pashtun e ora tra Hazara e Panshiri. Alcune donne sono vedove e altre con mariti senza lavoro o invalidi. Cuciono a casa vestiti per poi venderli al mercato. Tutte vestono il burqa poiché affermano di essere state riprese più volte e additate come poco di buono. Ricevono qualche piccolo aiuto dal governo sotto forma di sacchi di grano ma lamentano il grande problema della sicurezza e della mancanza di casa. Inoltre sono terrorizzate dal possibile ritorno dei Talebani o altri gruppi fondamentalisti e appoggiano la presenza degli USA poiché nelle zone da loro abitate non sono mai avvenuti bombardamenti.

La terza consegna di 11 capre avviene nella periferia est di Kabul, zona abitata da molti anni da persone provenienti da Helmand, alle vedove o parenti delle vittime del SAAJS (Comitato dei parenti delle vittime richiedenti giustizia). Ci si trova dentro la casa a corte di una famiglia passando davanti ad un piccolo negozio con alcuni uomini che non approvano in pieno il nostro operato. Le donne al contrario sono molto contente e ci tengono a raccontare le loro tristi vite. Una vedova ci racconta che suo figlio sposatosi molto giovane, durante la guerra civile del 92-96, perse una gamba e poco dopo sparì. Lei dovette provvedere alla nuora e ai nipoti.

La quarta ed ultima consegna di 12 capre, che doveva avvenire nel nostro ultimo giorno in Afghanistan, viene leggermente modificata poiché era in corso una grande manifestazione contro il film su Maometto che ha mosso tutto il mondo musulmano, lungo la Jalalabad Road e si sarebbe spostata verso il centro della città. Quindi le capre vengono assegnate in parte a donne provenienti da Arghandai e altre alle vedove che lavorano negli orfanatrofi di Afceco che a loro volta le daranno ai parenti che vivono nei villaggi delle diverse provincie.

Anche le capre hanno fatto capire la difficile situazione in cui versa l’Afghanistan…………………..

GRAZIELLA MASCHERONI


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