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NO al nucleare - [IFE Italia]
IFE Italia

NO al nucleare

di Patrizia Sentinelli
martedì 26 ottobre 2010 par ifeitalia

Ci sono tante ragioni per essere contro il ritorno al nucleare di ordine economico , ambientale e sociale, che proverò a illustrare. Ma prima di tutto la mia convinta contrarietà al nucleare è per così dire di modello sociale.

Esso richiede una scelta e una gestione centralizzata fondata sulla costruzione di grandi centrali , tutto all’opposto di quanto occorre per sviluppare le energie rinnovabili che hanno bisogno di piccoli e diffusi impianti anche di taglio domestico. Si tratta di optare per una politica energetica che non solo ci faccia uscire dalla dipendenza dei fossili ma che veicoli un’idea di democrazia partecipativa capace di rinnovare anche gli stili di vita e il modello di sviluppo produttivo e dei consumi. Il Governo Berlusconi ,come è noto, spinge per un rilancio dell’energia nucleare , sostenendo che il nucleare è la nuova frontiera in espansione in tutto il mondo. Ma in realtà nei prossimi anni ci saranno più centrali spente che quelle di nuovo funzionamento. Infatti l’energia nucleare prodotta con il nucleare è diminuita di 60 TWh dal 2006 al 2008, anche perché non è sostenibile sul piano economico.Comporta elevati costi per la costruzione delle centrali, per la loro dismissione , per la gestione. Per l’Italia poi ci sarebbe il costo di approvvigionamento dell’uranio di cui è sprovvista. Altro che indipendenza energetica! Per rispettare i parametri di riduzione indicati dall’Unione Europea dovremmo ridurre la produzione di Co2 del 17% entro il 2020, prima dunque che qualsiasi nuovo impianto nucleare possa venire installato. Occorrono ben altre politiche sul breve tempo a cominciare dal risparmio e dalla riduzione degli sprechi per andare verso un pieno efficientamento e un diverso modo di concepire la produzione e i trasporti, entrambi fortemente energivori. C’è poi da considerare sia il problema dello smaltimento delle scorie sia quello dello smantellamento delle centrali a fine ciclo che in nessun Paese ha trovato fin’ora una soluzione in considerazione della pericolosità della radioattività del combustibile esausto. E allora con decisione si scelga la strada delle rinnovabili. Per dare forza e sostanza a questa idea si può firmare anche la proposta di legge di iniziativa popolare proposta dal comitato si alle rinnovabili no al nucleare. Questione fondamentale è poi quella Europea. L’Europa è impegnata nella battaglia contro il cambio climatico ed ha prodotto a tal fine 6 tra direttive e regolamenti che costituiscono il cosiddetto pacchetto clima e che hanno l’obiettivo dei tre volte 20: 20% di riduzione delle emissioni; 20% di fonti rinnovabili; 20% di risparmio energetico. In questo pacchetto non c’è traccia di nucleare mentre le fonti rinnovabili sono obbligatorie. L’Europa è per le rinnovabili e non per il nucleare.


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