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Quella folla in piazza San Giovanni - [IFE Italia]
IFE Italia

Quella folla in piazza San Giovanni

di Laura Fano
venerdì 26 giugno 2015

Vivo a due passi da Piazza San Giovanni, a Roma: in questi ultimi anni mi è capitato di vedere ogni tipo di manifestazione. Oggi (sabato 20 giugno) purtroppo mi è capitato di assistere al tristissimo Family Day. Tante, troppe persone che non sapevano neanche per cosa stavano dimostrando. Un maxischermo gli ricordava che “le famiglie devono difendere i propri figli” e che bisogna dire “stop al gender”, cioè, per chi sa un po’ d’inglese e ha una cultura di base, “stop al genere”, un’espressione totalmente priva di senso.

Mi occupo di studi di genere e vorrei dire a questa gente terrorizzata da una fantomatica “ideologia del gender” che questi studi affermano semplicemente che il genere è una costruzione sociale, non biologica. Ossia che non vi è nessuna legge naturale secondo la quale le donne devono rimanere in casa a pulire o prendersi cura dei figli, e che il fatto che gli uomini lavorino e mantengano la famiglia non è dovuto a un fattore biologico, bensì è una costruzione funzionale all’oppressione della donna da parte di un sistema patriarcale. Punto.

Vorrei anche dirgli che gli studi di genere non sostengono affatto la necessità che i bambini di tre anni facciano educazione sessuale a scuola e che questa educazione debba istigarli alla masturbazione. É proprio questo che afferma la folla di San Giovanni: che la scuola pubblica vorrebbe traviare i nostri poveri figli spingendoli a una pratica “terribile e sporca” quale la masturbazione. E a ciò sono giunti travisando, tra le altre cose, un documento dell’Organizzazione mondiale della sanità che fornisce alcune linee guida agli insegnanti per gestire al meglio una situazione con cui si trovano ogni giorno a fare i conti, ossia bambini che dalla più tenera età esplorano il proprio corpo come ogni altra cosa intorno a loro. Ma questa folla di San Giovanni, composta principalmente da genitori che dicono di preoccuparsi per i propri figli, questi figli non li hanno mai visti toccarsi come fanno tutti i bambini?

Si preoccupano poi che la scuola voglia stravolgere l’ordine naturale delle cose, ossia insegnare ai bambini che a una donna possa piacere fare il meccanico e che un uomo possa fare le pulizie di casa. Ma magari! Come se le nostre scuole fossero così avanti. Mia figlia, che frequenta una delle scuole considerate più moderne a Roma, ha fatto da poco la recita di fine anno. Poiché quest’anno hanno studiato il medioevo, le bambine hanno dovuto fare un piccolo minuetto e poi stare sedute ad assistere alle tante cose divertenti che facevano i loro coetanei maschi, tipo andare a cavallo su dei cavallini finti, tirare le lance nei cerchi, e ballare come giullari. Sono sicura che mia figlia si sarebbe divertita molto di più ad andare a cavallo come un cavaliere, però, non sia mai, per la folla di San Giovanni forse sarebbe stato un terribile stravolgimento dell’ordine naturale. Oggi, prima di tornare a casa e vedere quel deprimente maxischermo abbiamo partecipato a un corso di cucito per bambini, dove un bambino – maschio – ha passato un’ora a tessere il telaio con grande passione. Orrore! Per la folla di San Giovanni questa sarebbe stata pura istigazione all’omosessualità, malattia tra le più terribili che possano capitare.

E a chi dice che lì in piazza ci sono famiglie tranquille con bambini, io dico che non ho nessuna comprensione per chi porta i bambini a manifestazioni contro altri esseri umani. Io le mie figlie le porto alle manifestazioni contro la guerra, per la giustizia, per i diritti. Ma contro altre persone, che anzi lottano per i propri diritti, no. Perché di questo si tratta. Questa folla la fantomatica ideologia del gender non sa nemmeno cosa sia, l’omofobia invece la conosce fin troppo bene. La ragione per cui sta manifestando è l’odio e la paura nei confronti degli omosessuali, mascherata da difesa dei propri figli.

Credo che siamo lontani anni luce da una legge sulle unioni civili (per non parlare dei matrimoni gay), perché questa triste piazza purtroppo esprime fin troppo bene gli umori della società. La prossima volta che manifesteranno spero almeno di aver cambiato casa.


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