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« I diritti delle donne, la Charia e la laicità », Conferenza internazionale - [IFE Italia]
IFE Italia

« I diritti delle donne, la Charia e la laicità », Conferenza internazionale

Resoconto a cura di Catherine Lefèvre
martedì 26 aprile 2011 par ifeitalia

UFAL : Unione delle famiglie laiche, « I diritti delle donne, la Charia e la laicità » Conferenza internazionale, Università di Londra 12 marzo 2011 dal sito : http://www.europe-et-laicite.org/

Resoconto a cura di Catherine Lefèvre, presidente di UFAL 13

In prima battuta la conferenza ha affrontato tre temi attraverso tavole rotonde con 5 o 6 relatrici/relatori a ciascuna discussione. In un secondo momento la sala ha potuto porre delle domande e la partecipazione delle e dei presenti è stata attiva e molto arricchente.

1.L’influenza delle religioni sui diritti delle donne. Le religioni sono compatibili con i diritti delle donne ? Quali sono i limiti della libertà di culto ? Ruolo della cultura,della religione e della tradizione sulla condizione delle donne. A partire dagli esempi raccolti in Paesi differenti, ciascun intervento ha dimostrato che tutte le religioni hanno interesse a condizionare le persone , dalla culla alla tomba. Soprattutto hanno interesse a controllare il corpo delle donne. Tutti i testi « sacri » santificano la dominazione maschile. M.Vianes (Francia) dopo aver ricordato, dal punto di vista storico, la legge che instaura l’obbligatorietà dell’istruzione per le ragazze ed i ragazzi, il senso della legge del 1905 e tutti i successivi successi ottenuti dal principio di eguaglianza, ha sottolineato che alcune donne mussulmane ripudiano la nostra società e pongono numerosi problemi, purtroppo sostenute da alcuni gruppi francese in nome della libertà di queste donne. M. Hagberg (Svezia) ha costatato la formidabile influenza delle religioni ( scuole ed ospedali religiosi, matrimoni forzati, crimini d’onore,…) ed il ritorno ad una lettura medioevale dei testi religiosi. Nella televisione britannica sono presenti 13 canali mussulmani e 17 cristiani, lo stesso dicasi per la radio. E’ evidente che questi media, insieme ad Internet, giocano un ruolo considerevole nell’indottrinamento delle persone. Si trovano meno testi sulla cultura,la storia e l’arte islamiche che sulla religione.

2. Religione e laicità Interdipendenti, complementari o contradditorie ? Ciascun intervento ha evocato i problemi del comunitarismo, del relativismo culturale e dei « ragionevoli compromessi ». N. Geerts et P. Bekaert (Belgio) hanno presentato la situazione belga laddove le religioni riconosciute sono sovvenzionate. La R.A.P.P.E.L (. Rete d’Azione Per uno Stato Laico, fondato in Belgio nel 2007) chiede la costituzione, in Belgio, di una Stato laico sul modello francese. A.Sugier (Francia) parla della pressione esercitata sulla vita delle donne e si chiede perchè non esista un’azione internazionale per sostenere i diritti delle donne così come è avvenuto, per esempio, contro l’apartheid in Sudafrica. Riprendendo lo slogan di Mandela « i valori vanni difesi » propone che, in occasione delle Olimpiadi londinesi del 2012, non venga accettata la partecipazione ai giochi degli Stati che non prentino atlete donne ricordando che i Giochi Olimpici sono stati creati anche per difendere il valoro della democrazia. Le donne stesse a volte non sono pronte a lottare per i loro diritti, sovente perchè prive di strumenti culturali e perchè « abituate ad essere sottomesse ». In Egitto, per esempio, una larga maggioranza (circa l’80%) approva la lapidazione, l’applicazione della Charia e la morte per apostasia… Da ciò si può concludere che le religioni sono incompatibili con la laicità, esse sono contraddittorie perchè non ammettono la libertà di coscienza. Al contrario la laicità non vuole cancellare le religioni ma considera l’eguaglianza dei cittadini. Le e i credenti devono accettare che le leggi vengano applicate e devono ammettere la libertà di critica nei confronti delle religioni.

3.La Religione et la Legge Condizionamenti religiosi a livello di elaborazione delle leggi S. Sharifi, d’origine iraniana, chiede perchè si ammettano tutti questi particolarismi : se non si è religiosi non si dovrebbero accettare, Le religioni invadono le nostre vite, soprattutto quelle delle donne. N.Sankari (Polonia) mette in evidenza la grande pressione esercitata dalla Chiesa sulla formazione e sull’applicazione delle leggi in Polonia ed anche in Italia. Una pression e che arriva fin dentro l’ONU., fin dentro l’Unione Europea ….Dans les organismes internationaux (ONU, UE...) aussi. Alcuni mussulmani chiedono a gran voce di « recuperare » un certo numero di moschee dai cristiani, in nome dell’uguaglianza ……

Maryam Namazie, organizzatrice dell’iniziativa : CHE FARE ? Aprire il confronto su questi temi con i vari governi, appoggiarsi alla Legge, uguale per tutte/i, e alla dichiarazione dei Diritti dell’uomo ( e della donna, ndr) non accettare la presenza di tribunali speciali ( cf Charia in GranBretagna o in Canada,…) utilizzare i media per constratare l’influenza delle religioni….

Traduzione Nicoletta Pirotta

Versione originale sul sito "Mouvement Europe et Laicitè- C.A.E.D.E.L.)http://www.europe-et-laicite.org/


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